12 maggio 2006

Giorgiana Masi

Il 12 maggio 1977, nell'anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, i radicali decidono di tenere un sit-in in piazza Navona, nonostante l'assoluto divieto di manifestare in vigore a Roma dopo la morte, il 21 aprile, dell'agente Passamonti nel corso di scontri di piazza. Il movimento e i gruppi della nuova sinistra aderiscono all'iniziativa, per protestare contro il restringimento degli spazi di agibilità politica e il pesante clima repressivo, favorito dall'appoggio esterno del PCI al cosiddetto "governo delle astensioni", il monocolore democristiano guidato da Andreotti. Per far rispettare, a qualsiasi costo, il divieto, il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga schiera migliaia di poliziotti e carabinieri in assetto di guerra, affiancati da agenti in borghese delle squadre speciali, in alcuni casi travestiti da "autonomi". Fin dal primo pomeriggio la tensione è molto alta. A quanti difendono il diritto di manifestare con brevi cortei e fortunose barricate, le forze di polizia rispondono sparando candelotti lacrimogeni e colpi di arma da fuoco. Anche numerosi fotografi, giornalisti, passanti e il deputato Mimmo Pinto sono picchiati e maltrattati. Con il passare delle ore la resistenza della piazza si fa più decisa, e vengono lanciate le prime molotov. Mentre nelle strade sono in corso gli scontri, i parlamentari radicali protestano alla Camera contro le aggressioni e le violenze della polizia, fra gli insulti di quasi tutte le forze politiche. Mancano pochi minuti alle 20 quando, durante una carica, due ragazze sono raggiunte da proiettili sparati da Ponte Garibaldi, dove erano attestati poliziotti e carabinieri. Elena Ascione rimane ferita a una gamba. Giorgiana Masi, 19 anni, studentessa del liceo Pasteur, viene centrata alla schiena. Muore durante il trasporto in ospedale.
Le chiare responsabilità emerse a carico di polizia, questore, Ministro dell'Interno, porteranno il governo a intessere una fitta trama di omertà e menzogne. Cossiga, dopo aver elogiato il 13 maggio in Parlamento "il grande senso di prudenza e moderazione" delle forze dell'ordine, modificherà più volte la propria versione dei fatti. Costretto dall'evidenza ad ammettere la presenza delle squadre speciali - tra gli uomini in borghese armati furono riconosciuti il commissario Gianni Carnevale e l'agente della squadra mobile Giovanni Santone - continuerà però a negare che la polizia abbia sparato, pur se smentito da vari testimoni e dalle inequivocabili immagini di foto e filmati. L'inchiesta per l'omicidio si concluse nel 1981 con una sentenza di archiviazione del giudice istruttore Claudio D'Angelo "per essere rimasti ignoti i responsabili del reato". Successive indagini hanno tentato, senza risultati significativi, di individuare gli autori dello sparo mortale in un "autonomo" deceduto da tempo, oppure nel latitante Andrea Ghira, uno dei tre fascisti condannati per il massacro del Circeo.



La polizia dello stato italiano

ci garantisce la tranquillità

che sempre l'ordine sia rispettato

che si lavori in serenità

6 Comments:

Anonymous Anonimo said...

direi che le cose non sono molto cambiate, se non in peggio.
stessi poliziotti (anche se fisicamente sono i nipotini), stessi ministri, stessi presidenti, stessi senatori (a vita), stessa omertà, stessi depistaggi, stessa illegalità dello stato, stessa prepotenza del potere.

io c'ero

11:08 AM  
Blogger vince said...

dov'eri???

3:40 PM  
Anonymous Anonimo said...

nel mondo.... nelle scuole... nei posti di lavoro... in quella o in un'altra manifestazione... nelle lotte per ottenere il nuovo diritto di famiglia, lo statuto dei lavoratori, il divorzio, l'aborto, e per mantenerli ecc... ecc...

io c'ero (un nome ne vale un'altro visto che non ho trovato il modo di comunicare con la mia mail)

8:00 AM  
Blogger vince said...

avete ottenuto il diritto all'aborto, lo statuto dei lavoratori, il diritto al divorzio e altri mille diritti. Ora ci tolgono l'art. 18, la chiesa spinge sull'abograzione dell'aborto il lavoro sempre più precario...
ci stanno togliendo e nessuno se ne accorge.

9:13 AM  
Anonymous Anonimo said...

la psiche italica è strana, ci hanno già tolto molto, ci stanno togliendo il resto, ma fin che non mi colpiscono personalmente non me ne accorgo, non me ne voglio accorgere, anzi se mi tolgono poco cerco di non accorgermene, almeno finche posso.
scoprire che il babbo è cattivo (nel senso di padre, ma anche prete, padrone, politico, ecc..) è sempre psicologicamente molto duro ed i nostri sono padri che negano il latte ai poppanti per andare a puttane,

ma va! quasi quasi non me ne accorgo.

io c'ero

2:08 PM  
Blogger vince said...

Quello di cui parli l'ho percepito molto bene in Val Susa.Sono 15 anni che il progetto del tav esiste. Fino a quando le trivelle non hanno incominciato a bucare erano 15 coglioni a dire no. Poi sono, siamo diventati 80.000.
E' triste.

2:13 PM  

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